La parola del giorno è paura.
In questo primo squarcio di secolo sembra essere diventata la nostra compagna di viaggio che adombra qualunque nostro pensiero,che ci avvelena e rende ostili a tutto e tutti.
Paura è un sentimento giusto,induce a preservarsi e tutelarsi.
Ultimamente se ne fa un uso distorto.
Ci stanno inoculando la paura, forse meglio chiamarla fobia,verso chi è diverso per religione, colore della pelle o del pensiero.
Paura e dispregio per chi ha disabilità fisiche o mentali.
E' matto si dice e l'inclusione in questa società finta e opportunista diventa impossibile.
La stessa cosa per chiunque non corrisponda ai canoni che questa demenziale comunità che ci circonda.
Quando poi avvengono fatti cruenti di cronaca i più si raggruppano tutti a dare addosso all'assassino non perché sia dichiaratamente folle e colpevole ma perché appartiene ad un'altra etnia e cercare di dare una sana riflessione diventa quasi impossibile.
Così si innescano fatti come la sparatoria di Macerata ,puro tiro al bersaglio;peccato che non fosse un luna park ma una città ostaggio di un demente sociopatico con simpatie spiccatamente fascio-naziste avulso dalla realtà.
Non accetto di vivere in un clima di terrore,mi ribello a questo continuo stillicidio di paure indefinite giocate sulla nostra pelle e sul nostro senso civico.
Ricordiamocelo la prossima volta che un episodio di cronaca ci dividerà in fazioni;ragioniamo senza essere settari o razzisti.
Senza paura.
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