martedì 7 marzo 2017

dal mio blog " Ancora 8 Marzo "



Si avvicina un nuovo 8 Marzo e come sempre un nuovo momento di riflessione .

Care signore e cari signori molti  problemi restano insoluti, coriacei ad una risoluzione e spesso intrisi di dolore.
Delle donne e di chi ne ha rispetto.
Potremmo fare molto meglio e come sempre dico,insieme, non agli antipodi esistenziali ,contrapponendo i diversi sessi in una battaglia distruttiva e perdente per entrambi.
Quest'anno in particolare mi piace l'idea dello "Sciopero delle donne " cui aderiranno città di tutto il mondo.
L'idea è astenersi  dal nostro ruolo per un giorno e quando possibile,alle nostre incombenze quotidiane,cura della casa,cura delle persone che compongono il nostro nucleo famigliare.
Simbolicamente,ovvio.
Scioperiamo sempre se possibile,dal lavoro dipendente.
In sostanza ,fare si che la nostra assenza virtuale sia di stimolo e motivo di riflessione per tutti;certamente in maniera figurativa.
Mai abdicheremmo realmente alla nostra costante presenza ma anche se solo simbolicamente l'8 Marzo di quest'anno accade.
Un modo diverso di unirsi e parlare del mondo femminile rivolto al maschile e viceversa;sempre insieme.
L'accento è posto sulla violenza alle donne cui gli uomini non devono essere indifferenti.
Ogni segnale di indifferenza è un assoluzione per chi la pratica,spesso sistematicamente e spesso impunito o blandamente segnalato.
Non si chiede poi molto, è facile, dovrebbe essere spontaneo e naturale.
Nei fatti non nelle chiacchiere in ufficio o al bar;nei fatti.
Facciamo ancora un passo avanti,forse saremo più sereni.

Allora sciopero !


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sabato 25 febbraio 2017

dal mio blog : "TOMBOLA"



Stiamo dando i numeri.
Sette,ventuno,trenta.
La riffa delle date su primarie PD e di conseguenza quella del voto imperversa in questi giorni a discapito,neanche a dirlo, della chiarezza e dell'omogeneità.
Correnti spirano impetuose fra i venti di Maggio e le brezze di Settembre.
Nel mezzo,sapientemente ignorato il cittadino,l'elettore che ancor di più va disamorandosi della politica dei partiti e si affida al voto di protesta .
Presto sapremo chi avrà fatto cinquina e su quale ruota ma,a mio parere,questa tombolata non ha i sapori famigliari di quelle che in ogni casa si fa a Natale,non profuma di mandarini e frutta secca,di pandoro e spumante.
Ha un sapor amaro,greve di veleno lentamente istillato per distruggere ogni desiderio di partecipazione in modo che lor signori possano continuare a tenere il banco e vincere sempre a spese nostre.


Un,due,tre,stella.



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martedì 21 giugno 2016

DALLA CLAVA A PARIGI



Le radici del calcio sono ancestrali, primitive e come tali senza senso logico,puro istinto e questo ci deve fare riflettere su come siamo. All'inizio con la clava spaccavamo la zucca dei nostri nemici e una volta mozzata con una selce acuminata se ne faceva gioco e sberleffo.
Dileggio e sfregio.
Tutto l'accampamento primordiale partecipava al rito,rialzi del terreno come spalti ed emblemi della tribù agitati dal vento e dalle robuste braccia.
A volte succedeva che una tribù vicina e ostile si avvicinasse e a colpi di femori essiccati spaccasse le ossa ai vincitori; e si ricominciava.
Non c'erano campionati o classifiche solo un infinita inconsapevolezza , più belve che umani.La sola attenuante la sopravvivenza.
Poco alla volta l'evoluzione ha avuto la meglio,siamo eretti,intelligenti e colti.
Ora abbiamo tribù abbigliate con divise personalizzate , riconoscibili agli avversari e ai tifosi.
I guerrieri migliori per ciascun schieramento sono profumatamente ripagati dei loro sforzi,osannati da stampa e media.
La testa dell'avversario è stata sostituita da un pallone di cuoio ; addirittura con misure e peso calibrati e precisi. Spesso confezionato da un bambino sfruttato e privato dell'infanzia e dell'istruzione ma a voi non importa.
Giochiamo !
Gli spalti sono levigati e accoglienti , dotati di servizi che nessuno abbia a pisciare sulle opposte fazioni ma...
Ma succede che come milioni di anni fa la nostra violenza esplode in maniera esplicita e dilania vite,immolate in nome di una presunta competizione.
Nazioni si fronteggiano,Belgio vs Scozia, Francia vs Inghilterra e via di questo passo,fra molotov,razzi e pestaggi degni dell'uomo di Neanderthal .
Signori, le Nazioni sono un passaggio momentaneo della Storia, pochi decenni e lo scacchiere sarà mutato.
Allora vi ritroverete alleati di chi avete umiliato o di chi avete ucciso giovani con la sola colpa di essere lì e allora.
Per rendere più scoppiettante lo spettacolo e non farci mancare nulla una novità chiamata terrorismo .
Non importa la matrice,conta l'effetto che ha su tribù e tifoserie,non importa quante risorse materiali e umane costi questo evento demenziale.
Conta solo fare parlare di se e se possibile specularci sopra.
E qui la sopravvivenza nulla ha a che fare.
Conta inculcare un clima di paura e precarietà dell'esistenza fino alla prossima partita,alla prossima sfida fra gladiatori vittime di se stessi e del sistema.
Disperati e disperanti attori e pubblico.

Voi lo chiamate calcio,io la chiamo follia.


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domenica 29 maggio 2016

QUALE TRUCCO ?




Donne,siano esse giovanissime o mature al momento di uscire devono aggiustare il tiro e cercare di presentarsi al meglio possibile.
Letteralmente da cima a fondo.
Si inizia !
A quindici anni è semplice , una spazzolata ai capelli, una passata di mascara e il lucidalabbra.Jeans, ballerine e una camicetta carina.Voilà!
Poi si cresce e la faccenda si complica.
Vent'anni,primi amori importanti e il desiderio di sedurre che è proprio ad ogni donna.
Una riga di kajal a contornare gli occhi,ombretto sapientemente sfumato,blush e rossetto color "baciami ".
L'abito si fa sexy,scollato,meglio se sulla schiena ma questo è un mio parere.
E ci si inerpica su tacchi a vertiginose altezze solo perché questo conferisce al nostro modo di camminare quel dondolio di fianchi che tanto piace agli uomini.
A noi resta il mal di schiena ma che cosa non si fa per acchiapparne uno ?
Una volta messo nel sacco il tizio con molto tatto, adagio adagio si può tornare ai sandalini comodi,ai calzettoni in inverno e una coda di cavallo spettinata.
Trucco ? Poco che secca la pelle e allora via di crema antirughe in dosi industriali che quando si va a letto più che una stuzzicante partner sembriamo cotolette pronte da friggere.
Ma il tizio non si fa incantare e un bel giorno prende l'uscio e va a convivere con una laureanda in Scienze della comunicazione nella speranza che questa applichi il suo sapere alla quotidiana intimità.
Questo è il momento più tremendo nella vita di ogni donna.
Finite le lacrime,i pomeriggi con l'amica più fidata a chiedersi il perché si parte al contrattacco.
"Ti faccio vedere io se non ne trovo uno meglio di te "
E va in scena una tragicommedia. 
Grande dispendio di soldi ed energia.
Appuntamenti settimanali fissi con estetista e parrucchiere; rinnovo totale del guardaroba con una strizzata d'occhio ad uno stile giovanilistico, non ho detto giovane, è diverso.
Rispuntano i tacchi assassini su cui più che ondeggiare ora claudichiamo.
Sarà una lotta spietata,la buona merce è poca e la concorrenza tanta.
E si comincia a frequentare circoli sportivi,eventi culturali, teatri e librerie.
Una dritta la voglio dare , la libreria per agganciare è un ottimo posto, più del supermercato.
Dimenticavo di parlarvi del trucco!
Ora,visto che la vita e il tempo hanno lasciato qualche segno dentro e fuori , si passa al gioco pesante ; circa due ore per avere una parvenza fresca che perdemmo nella notte dei tempi.
Dichiaro aperta la caccia al pollo !
Magari lo trovate ma quanto vi è costato? Non parlo di soldi ma di dignità,di scendere ai livelli cui vi pretende il mercato e la cosiddetta società.
La notizia è che la società siamo noi,a noi spetta di non scendere a compromessi biechi e distorti.
Signore belle aprite gli occhi e se vi piacciono, jeans e scarpe da ginna a tutte le ore.






Painting by
Jack Vettriano 

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domenica 8 maggio 2016

MANUALE DI SOPRAVVIVENZA



Come evitare di scadere nella banalità.

So di essere un bastian contrario,che ci volete fare ?
Sono nata sbagliata.Mi sono indigeste tutte quelle manifestazioni festose o pseudo tali che sdolcinate fanno coreografia ad alcune date, fatali.
Il solo elencarle mi urta i nervi.
Sfuggire è dura,una capriola degna di un acrobata.
Non passano inosservati i banchi a tema dei centri commerciali,gli spot pubblicitari e gli auguri non richiesti e mai sinceri di amici, parenti o sconosciuti.
Abbiamo poche armi per difenderci da tutta questa ipocrisia.
Un buon sistema per sopravvivere a questo scempio dell'intelletto e del portafoglio potrebbe essere all'approssimarsi dl fatal giorno rifugiarsi in una baita di montagna,dove possibilmente il cellulare non prenda , dove l'unico campo è quello attorno.
Dovesse esserci anche solo una mezza tacca fingete,spudoratamente,al ritorno nella società incivile di non avere proprio potuto ricambiare.
Ai falsi falsità !
Abbiamo un anno intero per abbracciare e dire ti voglio bene;a tappe forzate è zuccheroso e appiccicoso.Fatelo spesso finché potete,dopo è troppo tardi.
Non sarà un dono a far sentire amati i nostri affetti ma la nostra presenza, l'esserci quotidiano.
Allora se siete d'accordo alla prossima Festa di Che Non Si Sa , rifugiamoci in montagna come novelli Partigiani che combattono per la Libertà di non essere uniformati e monocordi.

Liberi di amare ogni giorno e non a scadenza.


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venerdì 22 aprile 2016

Questa non la sapevate.



Questo post nasce da uno stimolo prodotto da una riflessione sull'arte di sfuggire alla vita reale sia essa dolorosa o soltanto noiosa di un'amica, la ritengo tale anche se virtuale; Nadia Mogni nel web @Evaporata.


Una parte della mia vita che ho ritenuto fosse personale e di cui non ho mai parlato se non a pochissimi intimi è stato il mio cancro.
E' tempo di rompere il tabù e il riserbo.
La lotta inizia alle prime indagini strumentali e subito capisci che se fosse facile non sarebbero tanto pressanti e invasive.
Avuta la sentenza e la dichiarazione di guerra scritta a mano, color del sangue,inizia la rappresaglia.
Tutto inizia con la chemioterapia .
Non puoi passare nove settimane a vedere sgocciolare una serie di flebo per sette ore ed è lì che inizia il rifugio nel tuo mondo sotterraneo; scavi i ricordi e le sensazioni che allora li avevano accompagnati.
Per non pensare troppo a tutto quel veleno che ti stanno iniettando , per continuare a sognare di essere sana e bella come una rosa di maggio.
Il peso maggiore per me è stata la radioterapia e qui vi devo brevemente spiegare come funziona,per farvi capire.
Una tac per la "puntatura" del raggio che dovrà minare alle fondamenta al drago e durante questa con la testa totalmente immobile al lettino della macchina modellano una maschera che una volta asciutta sarà il tuo scudo.
Ora non pensate a nulla di allegro; è dotata di "bottoni" che sul lettino della Tomografia ti imprigioneranno per quaranta buoni minuti per trenta giorni.
Già capisci di scendere agli inferi quando l'ascensore indica piano-2.
Solo una piccola feritoia per respirare,nemmeno la possibilità di aprire gli occhi, le ciglia non ci stanno; tanto per rendervi conto dell'aderenza estrema .
Era novembre e i miei appuntamenti erano sempre di tardo pomeriggio ; buio fuori e dentro; occorreva reagire e al più presto.
Così per tornare al punto ; evadevo con la mente.
Ogni giorno appena mi " infornavano" nella macchina immaginavo di esplorare un paese diverso e di ammirarne i paesaggi, i monumenti .Pensavo di socializzare con gli abitanti, e di imparane la lingua e le tradizioni, la cucina.
Da pazzi dite ?
Io la chiamo istinto di sopravvivenza.
Ho viaggiato per mezzo mondo,supportata dalle mie conoscenze geografiche e dal mio amore infinito per l'arte.
Ha ragione Nadia a sostenere che la fantasia è la migliore risposta quando le cose si mettono male; rigenera.
Un paio di giorni fa in una collegiale con l'oncologo, il chirurgo e appunto la radioterapista sono stata accolta da un "ciao roccia".
Forse ; di certo è che ora mi conosco molto di più e questo nessuna macchina, nessuna terapia può darti.

Volate ,vale la pena provarci.




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domenica 27 marzo 2016

SPERANZA E DESIDERIO



Sterminata,disperata voglia di pace
desiderio e speranza 
acqua che irrora campi
dove crescono idee e convivenza.

Fresco nettare che ristora gole arse dalle grida d'orrore
dilava sangue secco e antiche ferite
grembi violati e vite amputate
volti rigati di lacrime seccate.

Speranza si
desiderio quasi carnale
in questo domani avvolto nelle nebbie
dove aumentano le virgole e non si mette un punto.




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