martedì 26 maggio 2015

Ho visto un re...


















Compagni randagi
pulciosi e sudici
figli di strada
mendicanti pane e affetto.

Ogni angolo uno sguardo bieco
la ramazza di un fornaio
che scaccia ancor più in là.

Ai margini della vita e della morte
liberi del loro vagare
le bocche piene di fame da masticare piano per farla durare.

Al riparo in un androne nei giorni fortunati
o stesi al suolo nel buio di una notte arcigna
sbeffeggiati dal vento.

Li trovarono abbracciati
un gelido mattino
il Re brandiva una bottiglia
lo scarno amico un sogno
una carezza
un osso.










domenica 26 aprile 2015

OMAGGIO A PABLO NERUDA







In quell'istante ebbero termine i libri,

l'amicizia,

i tesori senza sosta accumulati,

la casa trasparente che tu ed io costruimmo.

Tutto cessò d'esistere,

tranne i tuoi occhi.




               Pablo Neruda

venerdì 17 aprile 2015

GIUDIZI








































Non dobbiamo pretendere di capire il mondo solo con l'intelligenza.

Lo conosciamo,
nella stessa misura,
attraverso il sentimento.

Quindi il giudizio dell'intelligenza è,
nel migliore dei casi,
soltanto la metà della verità.

                                                             Carl Gustav Jung



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mercoledì 8 aprile 2015

GEOMETRIE D'AMORE



Fosse perfetto,
matematico
l'amore sarebbe un cerchio
una linea senza fine
senza discontinuità.
Un triangolo su cui costruire teoremi
e calcolare quanta area occupa in te,in noi.
Le linee, 
tanti punti ravvicinati
tanti piccoli passaggi 
alcune sono parole
altre pensieri
qualcuna perfino gesti.
Non è perfetto,
è un prisma
rifrange la luce intorno
e la colora.
E' contatto,
estroversione;
è protendersi
e proteggere.
Non ha perimetri in cui costringerlo
è un sofisma indimostrabile 
se non a noi stessi
una geometria variabile
mutevole 
senza regole.

martedì 31 marzo 2015

GOMMA




E' un muro di gomma quello che opponi e ti imponi.
Un baluardo difensivo,un muro di cinta.
Sembra accogliere e rassicurare
poi diventa respingente
questo tuo modo di non amare
volendo esserlo.

Vanità dell'uomo avere una donna ai piedi 
sentirsi incensato come un Cesare 
da un dolce sguardo
tragicamente 
incapace di ricambiare
si erge a giudice e limita.

In quella gomma 
come una farfalla nella ragnatela
l'amore vive e lotta
incapace di volare.

Per un istante
tolte le barricate
aperte le braccia con abbandono
ti vidi amare
con amore grande quanto il mio
un attimo prima di morire.





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lunedì 23 marzo 2015

ALTRI TEMPI




Che meraviglia le foto d'epoca, ci raccontano come eravamo,le nostre radici che talvolta tendiamo a rinnegare,complice quest'era che premia l'apparenza e non l'appartenenza,in un maniacale,distruttivo individualismo.
Allora la fotografia di famiglia celebrava gli eventi, questa probabilmente è stata scattata in occasione di un battesimo; tutti in ghingheri con il vestito della festa,in posa,eretti e un pochino imbarazzati.
E vola il pensiero al momento dopo avere immortalato l'attimo.


E' una domenica e fin dal primo mattino le donne di casa si muovono veloci nelle lunghe gonne svolazzanti; lavati e vestiti i figli, odore di sapone e di lavanda nell'aria; rifoccillati mariti e fratelli con semplici tazzoni di latte appena munto e pane del giorno prima; riordinata la semplice abitazione dove si viveva tutti insieme dai bisnonni ai pronipoti in totale solidarietà e cooperazione.
Ci si prepara per la funzione,il battesimo è un momento importante ,la messa in piega fatta con il "ferro" riscaldato sul piano della stufa dove borbotta il ragù per il pranzo.
Sospesi i lavori in campagna con la sola eccezione dell'accudimento degli animali si parte per la chiesa; i più anziani e i bimbi più piccoli sul carro e gli altri a piedi i più fortunati in bicicletta.
All'arrivo sul sagrato l'incontro con i vicini con cui scambiare le notizie della settimana, se la vacca aveva figliato o il nonno dolorava per l'artrite.
Dopo la benedizione impartita da un burbero prete e posato per la foto si ritorna a casa; riposto il vestito buono e le scarpe di vernice,iniziano i preparativi per il pranzo.
La giornata è bella, si può apparecchiare sull'aia e ciascuno da il suo contributo,chi prepara la tavolata,chi porta le sedie , chi coglie qualche fiore per ornare e onorare questo giorno speciale.
In cucina fervevano i preparativi sotto l'occhio vigile della "rezdora" figura basilare della cultura contadina delle mie zone, detentrice e dispensatrice dei pochi soldi a disposizione era lei a stabilire le priorità non il marito o i figli,potere alle donne ante litteram.
Dopo una gustosa pastasciutta e pollo arrosto cui s'era tirato il collo un paio di giorni prima,le patate al forno, pane casereccio  e una generosa fetta di crostata  il tutto annaffiato dal buon lambrusco della vendemmia dello scorso anno, qualcuno tira fuori la fisarmonica e s'improvvisano valzer e mazurche e di danza in danza s'arriva all'imbrunire.
Qualche bimbo si  è addormentato sulla paglia,qualche coppia si è appartata nel fienile e i più anziani a raccontarsi i ricordi.
Lenta finisce questa giornata che sarà ricordata e raccontata ogni volta con emozione e gioia.
Si sbaracca e ci si avvia a dare la buonanotte che domattina al primo sole si ricomincia a faticare che la campagna è generosa ma vuole cura.

Quante cose ci racconta una foto anche se sgranata.




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