Che meraviglia le foto d'epoca, ci raccontano come eravamo,le nostre radici che talvolta tendiamo a rinnegare,complice quest'era che premia l'apparenza e non l'appartenenza,in un maniacale,distruttivo individualismo.
Allora la fotografia di famiglia celebrava gli eventi, questa probabilmente è stata scattata in occasione di un battesimo; tutti in ghingheri con il vestito della festa,in posa,eretti e un pochino imbarazzati.
E vola il pensiero al momento dopo avere immortalato l'attimo.
E' una domenica e fin dal primo mattino le donne di casa si muovono veloci nelle lunghe gonne svolazzanti; lavati e vestiti i figli, odore di sapone e di lavanda nell'aria; rifoccillati mariti e fratelli con semplici tazzoni di latte appena munto e pane del giorno prima; riordinata la semplice abitazione dove si viveva tutti insieme dai bisnonni ai pronipoti in totale solidarietà e cooperazione.
Ci si prepara per la funzione,il battesimo è un momento importante ,la messa in piega fatta con il "ferro" riscaldato sul piano della stufa dove borbotta il ragù per il pranzo.
Sospesi i lavori in campagna con la sola eccezione dell'accudimento degli animali si parte per la chiesa; i più anziani e i bimbi più piccoli sul carro e gli altri a piedi i più fortunati in bicicletta.
All'arrivo sul sagrato l'incontro con i vicini con cui scambiare le notizie della settimana, se la vacca aveva figliato o il nonno dolorava per l'artrite.
Dopo la benedizione impartita da un burbero prete e posato per la foto si ritorna a casa; riposto il vestito buono e le scarpe di vernice,iniziano i preparativi per il pranzo.
La giornata è bella, si può apparecchiare sull'aia e ciascuno da il suo contributo,chi prepara la tavolata,chi porta le sedie , chi coglie qualche fiore per ornare e onorare questo giorno speciale.
In cucina fervevano i preparativi sotto l'occhio vigile della "rezdora" figura basilare della cultura contadina delle mie zone, detentrice e dispensatrice dei pochi soldi a disposizione era lei a stabilire le priorità non il marito o i figli,potere alle donne ante litteram.
Dopo una gustosa pastasciutta e pollo arrosto cui s'era tirato il collo un paio di giorni prima,le patate al forno, pane casereccio e una generosa fetta di crostata il tutto annaffiato dal buon lambrusco della vendemmia dello scorso anno, qualcuno tira fuori la fisarmonica e s'improvvisano valzer e mazurche e di danza in danza s'arriva all'imbrunire.
Qualche bimbo si è addormentato sulla paglia,qualche coppia si è appartata nel fienile e i più anziani a raccontarsi i ricordi.
Lenta finisce questa giornata che sarà ricordata e raccontata ogni volta con emozione e gioia.
Si sbaracca e ci si avvia a dare la buonanotte che domattina al primo sole si ricomincia a faticare che la campagna è generosa ma vuole cura.
Quante cose ci racconta una foto anche se sgranata.
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