Lunga notte
talvolta dolcemente amica
a volte arcigna e insonne.
Avvolta dal buio parlo al mio cuore
l'illudo che se smettesse di ostinarsi disordinato
troverei pace.
Impetuoso il ritmo quando la mente ti cerca
e ti ritrova
freme d'amore e frantuma i ricordi
li esorcizza
o così vorrebbe.
Lenta notte
dolce tortura
promessa di sogni audaci
carnali
frammenti di memoria
che non cessano di dannarmi.
Venga presto il giorno a sollevarmi l'anima
ad educare il cuore alla ragione
e insegnare ad amar meno.
.
Rossella, amica mia,
RispondiEliminaposso esprimere un commento del tutto acritico, aletterario, non intellettualistico, di puro istinto?
Che bella piccola lirica del cuore!
E che amara e quasi disperata la chiusa, con quel distico:
"...ad educare il cuore alla ragione
e insegnare ad amar meno."
Che tristezza il pensiero di cedere così alla "ragione" e alle ragioni del quotidiano, rinunciando nel contempo alla nostra quota di sogno!
Ma io so che è una esortazione retorica:
non si può "insegnare ad amare meno" a una donna sensibile ed appassionata...
Marianna
Vero, non si può "insegnare ad amar meno "e vero anche che la mia è una difesa disperata,è vero l'amore che dedico a chi disperatamente attendo il ritorno.
RispondiEliminaRossella